Iperuricemia: surplus di acidi urici

Iperuricemia: surplus di acidi urici

L’acido urico è un prodotto di scarto che deriva dalla scissione degli acidi nucleici presenti nelle cellule dell’organismo e dalla digestione di cibi contenenti purine (pesce, pollame, interiora di animali), in condizioni normali l’acido urico viene filtrato dai reni ed eliminato attraverso le urine, mentre la quota eccedente passa attraverso l’intestino per essere trasformato infiene in sostanze di scarto da eliminare con le feci. A causa di un eccesso di acido urico nel sangue si instaura una condizione di iperuricemia, queste scorie metaboliche aumentano il rischio di complicanze per la salute del soggetto esponendolo al quadro clinico di: ictus, ischemie, disturbi cardiocircolatori, cistiti, aritmie, gonfiori, stanchezza, gastriti e dolori diffusi. L’acido urico è un solido bianco dalla composizione cristallina, difficile da sciogliere in acqua, ciò determina la sua infiltrazione in profondità nei tessuti quando il corpo non riesce a eliminare questa sostanza di scarto in modo adeguato; in condizioni di salute invece il corpo dell’uomo beneficia della regolare presenza di acido urico a cui compete un’azione antiossidante ed immunitaria. Per maggiori notizie si rimanda alla lettura di http://www.progettobenesserecompleto.it/acidi-urici-infiammazioni-rimedi-naturali-olistici-piu-efficaci/.

Le possibili cause della condizione di iperuricemia

iperuricemia

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Quando gli acidi urici nel sangue e nelle urine sono in eccesso determinano un affaticamento dei reni a cui si associa iuno stato di intossicazione generale (acidosi) con conseguenze a carico e degli organi vitali: l’eccesso di acidi urici nell’organismo mette in pericolo cuore, reni, circolo e cervello provocando dei sintomi caratteristici quali: dolori articolari, prurito, coliche renali, ipertensione, brividi, febbre, affaticamento. La condizione di iperuricemia dipende da diversi fattori eziologici, e tra le cause più frequenti bisogna segnalare: una dieta ricca di purine; l’abuso di alcol; alcuni tipi di tumore; il deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), un difetto enzimatico ereditario che colpisce i globuli rossi rendendoli più sensibili ai danni dell’ossidazione; le forme di diabete endocrino o metabolico; alcune malattie del sangue; la gotta; le malattie renali (rene policistico ed insufficienza renale); l’incremento della sintesi delle purine; l’intossicazione da piombo; l’obesità; la sindrome metabolica; i trattamenti chemioterapici con farmaci citotossici; l’uso prolungato di diuretici.

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